CONFETTURE e CONSERVE

Abbiamo voluto raccogliere qui di seguito qualche ricetta ormai desueta, usata in passato per conservare la frutta e non solo.

COTOGNATA

La cotognata è una confettura solida ottenuta dalla mela cotogna, un frutto "antico" e molto profumato che per fortuna adesso è stato reintrodotto in molti orti e giardini. Le mele cotogne sono molto belle ma quasi immangiabili da crude.
Si trovano molte ricette per fare la cotognata, noi proponiamo quella più antica: la preparazione più tradizionale risale a quando ogni podere aveva anche qualche filare di viti, così veniva utilizzato il mosto.
Lavare e tagliare in grossi pezzi le mele cotogne (da 1 fino a 4 kg), metterle in una pentola sufficientemente grande e coprirle di mosto. Far bollire per 4-8 ore a fuoco lento (a seconda della quantità). Quindi passare il tutto al setaccio. Aggiungere 500 gr di zucchero e far bollire ancora un pò.
Quindi versare la cotognata in stampi foderati di carta oleata e lasciar riposare al buio e al fresco per 1 settimana. A questo punto la cotognata può essere tagliata a cubetti, i cubetti, fatti rotolare nello zucchero, divengono un dolce dessert, dall'aspetto molto invitante.

GELATINA DI BIANCOSPINO

Il biancospino veniva utilizzato come pianta da siepe ai margini delle stradine di campagna, se ne trovno ancora molti che, non più potati, producono frutti in abbondanza.
Un Kg di bacche di biancospino ben pulite,1,300 kg di zucchero, 500 g di mele selvatiche sbucciate, il succo di mezzo limone. Le bacche e le mele devono essere messe in una pentola, coperte d'acqua, e lasciate cuocere a fuoco lentissimo per molto tempo, mantenendo sempre un pò di acqua in modo che non brucino. Quando sono ammorbidite devono essere passate con il passaverdura ed attravrso una garza fino ad ottenere un succo liquido e denso. Aggiungere lo zucchero, far salire il bollore e cuocere ancora per qualche minuto.

CONFETTURA DI ROSA SELVATICA (FRUTTI)

I frutti vanno lavati, eliminando poi la parte scura (residuo del fiore) e messi in una ciotola coprendoli con vino bianco. Devono riposare una notte intera, quindi frutti e vino vanno sul fuoco e portati ad ebollizione: Quando sono morbidi, vanno passati al setaccio, pesati. A questo punto si aggiunge un ugual peso di zucchero e si fa cuocere ancora per 20 minuti. Invasare e lasciar riposare una settimana.

BRODO DI GIUGGIOLE

E' un prodotto dal nome fortemente evocativo, ancora l'espressione "un brodo di giuggiole" è usata per indicare una esperienza particolarmente gradevole e gratificante.
La preparazione non prevede l'aggiunta di zucchero raffinato.
ci vogliono circa 2 kg di frutta così composta: giuggiole ben mature ed appassite, mele cotogne tagliate a fette, uva bianca (in parti più o meno uguali) un paio di bucce di limoni biologici, un bicchiere di acqua, 1/2 bicchiere di rum o altro liquore.

Si fa bollire la frutta con l'acqua ed il rum mescolando spesso, fino ad ottenere uno sciroppo cremoso, che deve poi essere passato a setaccio e versato in barattoli a chiusura ermetica.
Far riposare almeno 2 settimane prima di utilizzare.


Il vero giuggiolo, lo Ziziphus jujiuba, è assai raro nella nostra zona. Nelle nostre campagne vengono chiamate giuggiole le bacche del corniolo (Cornus mas), possono venire utilizzate come succedaneo del vero giuggiolo, in questo caso però deve essere aggiunto zucchero.

PAN DEL CUCCO SOTTO ACETO

Da noi, si chiama "pan del cucco" il muscari, mentre il cucco è il cuculo, uccello ancora presente nei nostri boschi.
I bulbi di questa liliacea (Muscari comosum) vengono chiamati anche lampascioni, sono grandi come noci, di forma simile alle cipolle. Possono essere scottati in acqua e poi conservati sotto aceto.

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