CUOCERE LA TERRA

Nella nostra zona si trovano due toponimi: FORNACE e FORNACIACCE, che sono legati all'edilizia:
mentre le fornaciacce erano fornaci per la cottura della calce (calcinazione del calcare, da cui si otteneva la calce viva o anidra). le fornaci erano utilizzate per cuocere laterizi da costruzione.

L'odierna via della Fornace a Bibbiena Stazione era in realtà via delle fornaciacce, vi si trovavano infatti le fornaci per la cottura del calcare.

Fino al XIX secolo la fornace da laterizi più importante della zona era sicuramente quella dei Monaci Camaldolesi, era presso la Mausolea (fra Partina e Soci) e si tramanda che venisse utilizzato, assieme alla argilla, il materiale alluvionale trasportato dall'Archiano in piena, raccogliendolo nel cortile antistante la villa.
La fornace produceva sia pianelle che tegole, che venivano marchiate con il simbolo dei Padri Camaldolesi. Tuttora è frequente trovare, sui tetti di vecchi edifici, embrici (= tegola piana, mentre gli elementi curvi si chiamano coppi) con il marchio "PC".

Una altra fornace, produttiva fino al 1904, era in località "La Fornace" di Marena: vi si producevano mattoni, pianelle, tegole per le necessità della fattoria ed anche per la vendita.
L'argilla veniva estratta dalla vicina collina e mescolata con il materiale alluvionale portato dal ruscello che scorreva a fianco della fornace e raccolto in apposite vasche. Il composto, pressato in forme di legno, veniva fatto essiccare all'aria.
Durante l'essiccamento non era raro che qualche animale vi passasse sopra lasciandovi le impronte. Quindi i laterizi venivano cotti nella fornace, che usava come combustibile il legno del vicino bosco ceduo.
Alla preparazione dei mattoni ed alla loro cottura era addetto un "fornaciaio" che veniva aiutato da alcuni garzoni. Il forno veniva utilizzato anche per la cottura di alimenti: in occasione di battiture o grandi pranzi il "fornaciaio" aveva l'incarico della cottura degli arrosti.

L'ultima fornace che vogliamo ricordare, perchè ha funzionato fino agli anni '60 ed è stata la più industriale fra le precedenti, è quella che si trovava a Bibbiena nella zona della attuale Via Della Robbia. Era detta "Fornace di Beppola" dai bibbienesi, che usavano il soprannome del proprietario.
Produceva con il marchio "Fornace Brami" tegole di vario tipo fra cui quello detto "marsigliese". Se ne trovano ancora moltissimi esemplari, con marchio leggibile, sui tetti di Bibbiena e Soci.

PAGINA PRECEDENTE<---| INDICE |---> PAGINA SEGUENTE