Abbiamo già visto come medicina in passato si basava molto sull'uso delle erbe.
Un giorno particolare per la raccolta era il 24 giugno, giorno dedicato a S. Giovanni.
Questo giorno è tradizionalmente legato a riti magici, di lontana origine pagana e, probabilmente, longobarda. Riti che prevedono la raccolta di erbe e frutti.
Le erbe, secondo la tradizione, devono essere raccolte all'alba, quando sono ancora coperte di rugiada.
Abbiamo voluto ripercorrere la tradizione legata a questa particolare giornata, raccogliendo le erbe: iperico e camomilla.
Abbiamo raccolto anche i frutti acerbi di noce, per utilizzare le ricette tradizionali per la preparazione del nocino.
L'IPERICO
L'Iperico (Hypericum perforatum) è una pianta erbacea appartenente all'ordine delle guttiferali, il cui nome deriva dal fatto che molte specie di questo ordine
sono ricche di canali resiniferi o ghiandole oleifere, famiglia delle ipericacee.
La pianta di Iperico può essere alta da 30 a 80 cm, le foglie sono opposte, intere, i fiori sono a gruppi, hanno 5 petali ed un colore giallo intenso, i petali sono asimmetrici: lisci su un margine e dentellati sull'altro. Le foglie hanno numerose ghiandole traslucide che le fanno apparire "perforate" se guardate contro luce.
Il fusto è caratterizzato da due inspessimenti laterali.
La pianta contiene vari oli essenziali, di cui il più noto è un pigmento rosso noto con il nome di "ipericina". Contiene inoltre alcuni flavonoidi e tannini.
Il colore rosso dato dall'ipericina a tutti i prodotti medicamentosi ottenuti dall'iperico assume anche una connotazione simbolica: il rosso è il colore del fuoco, della vita nel suo pieno vigore.
Per tradizione la raccolta dell'iperico viene fatta all'alba di S. Giovanni (24 giugno) quando, notoriamente, il sole bacia la luna, tanto che questo vegetale viene chiamato
erba di S. Giovanni o anche Erba del Diavolo.
Si raccolgono le cime fiorite, che sono la parte della pianta più ricca di principi attivi.
Queste cime possono essere trattate in vario modo:
uso fresco per produzione di olio di iperico, uso fresco per produzione di linimento di iperico, uso secco per infusi e tisane. Da notare che l'ipericina è una sostanza fortemente fotosensibilizzante, quindi dopo l'uso, sia esterno che interno, è assolutamente da evitare l'esposizione al sole.
OLIO DI IPERICO
L'olio di Iperico era in passato considerato un balsamo per tutte le affezioni della pelle e per le bruciature, veniva usato in modo particolare per curare il "lattime" nei neonati.
Ancora oggi viene indicato per la preparazione di un unguento con proprietà lenitive sulle scottature.
La nostra preparazione: abbiamo tagliato le cime fiorite pressandole in barattoli dalla bocca larga, che abbiamo poi riempito con olio extra vergine di oliva o olio di semi.
I barattoli sono stati esposti al sole, girandoli e ribaltandoli frequentemente, per 60 giorni.
Al termine del periodo abbiamo tolto i fiori e raccolto l'olio, che aveva acquistato una decisa colorazione rossa. Il preparato in olio di semi risulta di un rosso più brillante e con odore più gradevole.
LINIMENTO DI IPERICO
Il più facile da preparare: far macerare fiori freschi in 1/4 di litro d' alcool, dopo 30 giorni togliere i fiori ed aggiungere 5 grammi di canfora.
Ottimo per dolori e lussazioni.
INFUSO DI IPERICO
Nella stessa mattinata (24 giugno) ai primi raggi del sole, abbiamo raccolto anche dell'iperico da seccare, per fare infusi.
I mazzi di iperico sono stati lasciati a seccare in luogo fresco ed areato per 15 giorni.
Sembra che all'infuso (15-30 grammi di pianta secca per litro d'acqua) venissero riconosciute in passato grandi proprietà ricostituenti ed antidepressive, tanto che veniva frequentemente somministrato.
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