Per costruire le proprie abitazioni l'uomo ha sempre cercato di utilizzare i materiali che trovava abbondanti nel territorio: la nostra valle era per questo veramente
piena di risorse: zolle di prato e legname per le case di terra che i carbonai costruivano sulle montagne, arbusti (emera, ginestra, felce) legati a mazzetti per i ricoveri temporanei dei pastori.
Per le costruzioni durature e più importanti venivano usati:
legname di castagno ed abete per il travame,
pietra di cava ed argilla da cuocere per le coperture (tegole di cotto o lastre di pietra) le pareti (pietre o mattoni di cotto, talvolta mattoni crudi nelle pareti interne) i pavimenti (lastre di pietra o mattoni cotti).
Nella valle dell'Archiano, poco sotto il paese di Serravalle, è ancora ben visibile una cava di pietra serena: un tipo di arenaria dal colore grigio-azzurro che caratterizza
molti edifici toscani.
Il più famoso fra gli edifici costruiti con abbondanza di questo materiale è il palazzo degli Uffizi a Firenze.
Le arenarie sono rocce composte da sabbie e piccoli frammenti a spigoli vivi saldati da cemento prevalentemente calcareo e siliceo, sono
pietre facilmente lavorabili anche se non molto resistenti al gelo. Questo permette di utilizzare la pietra modellandola in forme svariate, ottenendone cornici, superfici curve, colonne tornite.
La cava di pietra che si trova presso Serravalle, in località Casa Biagio, è stata utilizzata fino agli anni '70 ed è stata una risorsa economica
importante per il paese di Serravalle:
permetteva l'estrazione di lastre di grandi dimensioni, facilmente trasportabili per la vicinanza della strada.
Le maestranze e la pietra di Serravalle erano così richieste da varcare i confini della valle, per essere utilizzate anche nelle costruzioni aretine del '700 e '800.
Oltre alle costruzioni delle case, la pietra era utilizzata per costruire muri di sostegno ai terrazzi che occupavano i terreni più declivi rendendoli coltivabili,
erano muri non cementati, ma costruiti incastrando con abilità le pietre fra di loro, per questo si chiamavano e si chiamano tuttora muri "a secco".
Un'altra costruzione caratteristica della nostra zona, ancora facilmente visibile, è il metato o seccatoio da castagne.
In genere è costruito di pietra sia per le pareti che per la copertura, mentre il travame è in legno di castagno.
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